tecniche produttive e tessuti sostenibili

Secondo le stime dell'ONU l'industria globale della moda è responsabile del 2-8% delle emissioni globali di gas serra e di circa del 9% della dispersione nell'ambiente marino di microplastiche; perciò si cerca di incentivare la ricerca e lo sviluppo di tecniche produttive e tessuti sempre più sostenibili.
Tra le recenti tecniche di produzione eco-friendly ci sono:
Utilizzo di materiali sostenibili;
Produzione a basso impatto ambientale: pratiche di produzione che riducono l'impatto sull'ambiente, come l'uso di processi di tintura e finissaggio a basso consumo d'acqua e a basso contenuto di sostanze chimiche nocive. L'energia rinnovabile viene sempre più utilizzata per alimentare le fabbriche;
Produzione locale: riducendo la distanza tra i luoghi di produzione e i mercati di vendita, si riducono le emissioni di gas serra associate al trasporto. La produzione locale favorisce anche la trasparenza e il controllo delle condizioni di lavoro;
Produzione su ordinazione: produzione di capi solo dopo che sono stati ordinati dai clienti, riducendo così gli sprechi legati alla sovrapproduzione e al sovra-stoccaggio;
Upcycling e riciclo: per upcycling si intende la creazione nuovi prodotti di qualità superiore utilizzando materiali e prodotti esistenti (riciclo), evitando così il consumo di nuove risorse;
Produzione circolare: un ciclo continuo di produzione, consumo e riutilizzo, che riduce al minimo gli sprechi, includendo l'utilizzo di materiali facilmente riciclabili e la progettazione dei prodotti per facilitare il riciclo e il riutilizzo;
Innovazione tecnologica: ricerca e sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, come tessuti prodotti in laboratorio o tecniche di produzione innovative a basse emissioni di carbonio, contribuiscono a ridurre l'impatto ambientale dell'industria della moda.
Per rendere più effettiva la sostenibilità verso l'ambiente delle aziende, oltre alle tecniche di produzione, vengono impegnati dei tessuti riciclabili e a basso impatto, tra i quali:
Cotone biologico: coltivato senza l'uso di pesticidi chimici e fertilizzanti artificiali, riducendo così l'impatto ambientale della normale produzione di cotone;
Tessuti riciclati: ottenuti da materiali di scarto o tessuti post-consumo, come bottiglie di plastica riciclate (PET) o filati di poliestere riciclato, riducono la dipendenza da nuove risorse;
Tencel (Lyocell): prodotto da cellulosa di legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, attraverso un processo di produzione chiuso che riduce al minimo gli sprechi di acqua e prodotti chimici.
Lino: una fibra naturale, che nella sua coltivazione richiede meno acqua e pesticidi rispetto al cotone per la sua coltivazione, ed è biodegradabile e resistente;
Canapa: una pianta resistente, che richiede poche risorse idriche e pesticidi durante la coltivazione. Le fibre di canapa possono essere utilizzate per produrre tessuti durevoli e biodegradabili.
Bamboo: ottenuto dalla fibra di bambù, una pianta che cresce rapidamente senza il bisogno di pesticidi o fertilizzanti. Questa fibra, però, richiede processi di produzione, per la sua trasformazione in tessuto, chimicamente intensivi.
Altre fibre vegetali: come il kapok, il ramie e il sisal, possono essere utilizzate per produrre tessuti sostenibili con un basso impatto ambientale;
Fibre riciclate di origine naturale: ottenute da materiali di scarto, come tessuti di cotone e lana, che vengono triturati e rigenerati per produrre nuovi filati.